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Le mura di Gradara si sviluppano per 550 metri circa, ...
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Le mura di Gradara si sviluppano per 550 metri circa, sono intercalate da 14 torri quadrate a gola interna e terminano con salienti aggettanti sostenuti da archetti ciechi.
La merlatura è stata ripristinata alcuni decenni orsono ma esiste anche un tratto che è stato oggetto di un restauro "conservativo": è quello compreso fra il punto in cui terminano i camminamenti praticabili e il bastione sismondeo, poligonale e fortemente scarpato (orientato verso nord-est). I camminamenti di ronda consentono di ammirare lo slplendido panorama collinare dell'immediato entroterra marchigiano, il monte Titano, il Montefeltro e un ampio tratto della costa adriatica da Gabicce Mare a Rimini (in condizioni metereologiche particolarmente favorevoli anche ben oltre Rimini). Dalle mura è possibile ammirare dall'alto il borgo e la rocca di Gradara.
Nel primo tratto dei camminamenti si scorge la collina di Monteluro (riconoscibile per le numerose antenne collocate sulla sua sommità) dove ancora si trovano alcuni resti di un insediamento castellano. Nei pressi di quel diruto borgo si svolsero due importanti battaglie: il 20 giugno 1271 Guido da Montefeltro, il grande condottiero che nelle Marche sosteneva i nobili a favore dell'impero, guidò l'assalto contro Malatesta da Verucchio, suo capitale nemico nonché sostenitore della Chiesa e di re Carlo. La battaglia volgeva a favore di Guido ma per un banale incidente - una caduta da cavallo - egli fu fatto prigioniero.
Quando riottenne la libertà Guido attribuì la sua liberazione ad una speciale grazia di San Francesco, di cui era particolarmente devoto... è lo stesso Guido da Montefeltro che racconta a Dante Alighieri (Inferno, canto XXVII, 67): "io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero...".
L'altra battaglia si svolse l'8 novembre 1443: l'esercito di Niccolò Piccinino e Federico da Montefeltro viene sbaragliato da quello di Francesco Sforza e Sigismondo Pandolfo Malatesta. Continuando si riconoscono le tre cime del monte Titano dove si trova l'antica Repubblica di San Marino e infine l'ultimo lembo meridionale della pianura padana con le città della riviera romagnola. L'insediamento castellano di Gradara sorge in un punto che è stato strategicamente importante per tutto il medioevo: nel fondovalle correva la strada consolare Flaminia, la via attraversata dagli eserciti, dai viandanti e dai pellegrini che dall'Europa orientale e centrale volevano raggiungere Roma in tempi rapidi evitando i valichi più difficilmente transitabili, soprattutto d'inverno, dell'Appennino tosco-emiliano. Gradara si trova nel punto in cui iniziano, dopo la pianura padana, le prime colline digradanti sulla costa adriatica marchigiana: per questo il castello era la più importante "sentinella" sul confine geografico fra Italia settentrionale e centrale (insieme ai vicini borghi murati di Monteluro, Tavullia, Granarola, Gabicce Monte, Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara). I camminamenti terminano a ridosso di un bastione poligonale scarpato.
Esso fu probabilmente dopo che le mura di Gradara, edificate ben prima dell'introduzione delle armi da fuoco, subirono le offese delle bombarde del conte Francesco Sforza che nel 1446, dal 19 ottobre al 29 novembre, pose inutilmente sotto assedio le truppe di Sigismondo Malatesta. A questo punto i camminamenti si interrompono, non resta che proseguire verso la Rocca: un edificio che evoca storie di sangue e di guerre... ma anche le passioni, le atmosfere dantesche e le suggestioni dannunziane.
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