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Bari - LE RETI DEL GIOCO - un resoconto per riflettere
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Pubblichiamo un report dell'incontro degli aderenti a GioNa tenuto lo scorso 2 febbraio a Bari, ad opera di Nicla Iacovino che vi ha partecipato insieme a Francesco Stefanile, referente del Coordinamento delle associazioni e degli enti del settore ludico regione Campania.
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LE RETI DEL GIOCO
L’esperienza di GioNa “Associazione Nazionale delle Città in gioco”
Nord e Sud le buone prassi
Il 2 febbraio 2008 a Bari, presso la Galleria Comunale Spazio Giovani, ospiti dell’Assessorato allo Sport e Politiche giovanili della città di Bari, i soci aderenti all’“Associazione Nazionale delle Città in gioco” si sono confrontati in un pubblico dibattito sul tema: “Il ruolo del gioco nelle politiche giovanili, l’importanza di essere in rete”. Nella stessa sede si è tenuta l’Assemblea ordinaria e il Consiglio Direttivo dell’Associazione.
Hanno relazionato dopo i saluti di Elio Sannicandro Assessore allo Sport - Città di Bari, il Presidente Lorenzo Valente e il Direttore Amilcare Acerbi dell’Associazione Nazionale Città in Gioco, gli Assessori e Vicepresidenti Luigi Saragnese - Città di Torino, Renzo Savelli - Provincia di Pesaro e Urbino, Roberto Malaspina – Comune di Bergantino, nonchè gli Assessori Pasquale Franzese – Comune di Saviano, Antonio Bengiovanni - Comune di Pavia. Erano inoltre presenti come relatori Marino Pellico - Resp.le Progetto Programma nazionale di potenziamento dell'attività motoria nella Scuola Primaria, Deborah Annoscia - CONI Regionale, Manuel Pucci del Direttivo di Ali per Giocare, Andrea Iovino Direttore di BiMed di Salerno. Sono intervenuti nel dibattito Maria Carla Rizzolo Responsabile di Centri di Cultura per il Gioco - ITER- Comune di Torino, Giovanni Chianelli - giornalista de La Repubblica in rappresentanza di un progetto sostenuto dal Comune di Napoli, per lo staff tecnico di GioNa Elena Musci, curatrice del sito di GioNa e Marta Cartoceti della segreteria amministrativa, Francesco Stefanile – Presidente dell’Associazione Babalud (referente del coordinamento ludico della Regione Campania), Nicla Iacovino - Direttrice della rivista Tangram.
RACCONTARSI
Come nascono le reti del gioco e come rilanciare e riqualificare l’esperienza di GioNa sono stati i temi portanti di questo convegno: si è discusso raccontando le attività che ciascuno nel proprio territorio ha messo in campo e quei progetti comuni per i quali GioNa si impegna, primo fra tutti la Giornata Mondiale del Gioco.
Il raccontarsi snoda la cifra dell’incontro, tessendo il “filo” che unisce territori diversi e persone diverse in questa rete di relazioni messa in campo nell’ormai lontano settembre 2002 da Arnaldo Cecchini.
Fu un’intuizione straordinaria quella di Cecchini, dare vita a una rete delle Città in Gioco, con la fatica immane di tenere insieme Amministrazioni pubbliche, Comuni, Province, di coordinare quelle che hanno scelto di investire nel gioco, sensibilizzare quelle potenzialmente aderenti.
Non è stato davvero facile in questi anni mantenere in piedi un’idea, tra crisi politiche locali e governative, tra miopie legislative, tagli di bilancio, mancanza di risorse finanziarie, problemi organizzativi. E il raccontarsi non poteva trovare forse contesto migliore che in una città come Bari, nel centro storico dalle mura fiabesche, una città di mare e burattini, icone e capitelli bizantini e un santo protettore dei bambini.
ALLARGARE LA RETE
E’ emersa l’esigenza di allargare la rete delle città in gioco ricercando i nodi di confluenza dei percorsi significativi consolidati in questi anni su base nazionale quali “le città educative” e le reti del gioco, stabilendo sinergie con altri soggetti associativi che si impegnano in Italia a favore dell’infanzia e dell’adolescenza e per la valorizzazione della cultura ludica, quali l’Associazione giochi antichi di Verona che organizza annualmente il festival internazionale dei giochi di strada; il movimento educativo dei gruppi CEMEA particolarmente attivi in alcune regioni.
Amilcare Acerbi facendo riferimento anche a queste due esperienze culturali delinea l’ipotesi del prossimo impegno di GioNa. Oggi a ragazzi e ragazze il gioco quotidiano non manca, è garantito da playstation e cellulari, neppure mancano gli impianti sportivi, palestre, campi sportivi o sale ginniche dove praticare giochi di squadra o danza (e i genitori li iscrivono anche molto precocemente).
Avviene però che manca totalmente il controllo sui contenuti culturali dei videogiochi praticati e spesso l’esperienza motoria precocemente agonistica “consuma” il piacere del gioco. Il gioco rielaborato personalmente, di costruzione ed esplorazione, ma anche quello socializzante, è sempre meno praticato; la selezione precoce basata sull’abilità sportiva esclude ben presto dalla pratica libera migliaia di giovani.
Secondo Acerbi i grandi comuni della rete GioNa dovrebbero mettere a punto il modello di organizzazione ludica per bambini e ragazzi al di sotto degli otto anni (standard di spazi, di occasioni nonché di formazione degli animatori); altri assumersi il compito di raccogliere le esperienze in corso relative a preadolescenti e adolescenti, studiando il ruolo delle varie associazioni, per indicare modalità corrette di gestione degli impianti sportivi pubblici al chiuso e all’aperto e dei così detti centri di aggregazione o uso dei locali scolastici; per questa fascia d’età urge attivare una particolare attenzione e definire migliori politiche di accompagnamento e di contrasto dei fenomeni “bullismo – assunzione di sostanze dannose – abulia culturale”.
Terzo impegno, soprattutto quello delle Province, aiutare i comuni minori nell’elaborazione di modelli di intervento, diffondendo le pratiche migliori, così come già avviene da parte di Pesaro o nella rete dei comuni associati a BiMed ( Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo). A questo proposito
un modello interessante di rete sta nascendo nella Regione Campania con il coordinamento regionale delle associazioni e degli enti del settore ludico, che già coinvolge molte realtà diverse dell’intera regione ed è organizzato dal Comune di Saviano, aderente a GioNa. Ne relaziona l’Assessore Pasquale Franzese il quale spiega che il coordinamento si propone di essere uno strumento utile per favorire sinergie concrete fra gli operatori del settore ludico, aumentare la visibilità delle iniziative, convogliare maggiore attenzione da parte delle istituzioni su una realtà ricca di energie creative ma spesso nascosta.
Della suddetta esperienza di BiMed ne racconta lo stesso direttore Andrea Iovino.
BiMed è costituita da oltre 100 Comuni della Campania e organizza tra l’altro “W i bambini”, tappe di un tour di giochi nelle piazze e nei cortili di città grandi e paesi piccoli con l’obiettivo di recuperare al gioco gli spazi pubblici e di creare dei “patti “ tra i bambini, le istituzioni locali, gli organismi dello Stato (nella loro funzione di accompagnamento del cittadino per una migliore qualità del convivere) .
I PROGETTI IN CORSO: LE BUONE PRASSI
La giornata mondiale del gioco vede tutti i presenti coinvolti con attività ludiche ispirate al Manifesto di GioNa; le Amministrazioni Provinciali sostengono in particolare i Comuni più piccoli che non hanno risorse economiche e che vogliono organizzare una manifestazione e si impegnano a continuare a farlo, come mette in evidenza l’Assessore Renzo Savelli della Provincia di Pesaro-Urbino, dove, tra le tante esperienze, molto articolate, si segnala quella del Ludobus messo a disposizione dalla Provincia, Città e Paesi in gioco, per una crescita dell’intercultura e della cooperazione, e la programmazione per la costituzione di un Museo del Gioco.
Ma anche un piccolo Comune può realizzare attività ludiche che coinvolgono le famiglie oltre che i giovani, come avviene a Bergantino, in Provincia di Rovigo, socio promotore e fondatore di GioNa là dove esiste la volontà di investire nei giochi, come ci dice il Vicesindaco Roberto Malaspina che ha seguito il percorso di crescita di GioNa dalla sua costituzione, non solo ma che attraverso il suo museo della giostra ha creato una rete con gli altri tre museo europei similari.
Diversi progetti illustrati nell’incontro di Bari sono incentrati sull’attività motoria, che potrebbe diventare un tema portante già a partire dall’edizione 2008 della Giornata Mondiale del Gioco. Significativo come proprio a Bari tutte le scuole primarie del primo ciclo aderiscano con un progetto unitario insieme al CONI verso l’istituzione delle “Miniolimpiadi”.
Sempre in Puglia, inoltre, bilancio più che positivo per i progetti GIO.MO.VI. ( Gioco Movimento Vita) che coinvolge il Comune di Ostuni più sette Comuni della Provincia di Brindisi, partito come progetto locale e poi diventato ministeriale, illustrato nella relazione di Marino Pellico, responsabile del Progetto “Programma nazionale di potenziamento delle attività motorie nella Scuola Primaria”, e il progetto “Un.Due.Tre” presentato da Deborah Annoscia del CONI Regionale, entrambi redatti e realizzati in collaborazione con GioNa.
Ai giochi di movimento e in strada si dedica da sempre ALI per giocare, l’Associazione Nazionale dei ludobus e delle ludoteche che ha stipulato lo scorso anno un protocollo di intesa con GioNa. Ce ne parla Manuel Pucci che ricorda tra l’altro l’annuale Festival Nazionale e la festa Itinerante dei Ludobus a Siena (“Ludobus SI”).
LA RESPONSABILITA’ EDUCATIVA
L’Assessore Luigi Saragnese della città di Torino ricostruisce le ultime tappe della Rete ITER, dell’offerta educativa che dà senso al “crescere in città”: il Comune non si limita all’erogazione di servizi di supporto ma è promotore di opportunità, è agenzia capace di attivare risorse e rendersi protagonista di progetti integrati. Un esempio sono i programmi di ecoambiente e di urbanistica partecipata e di educazione alla cittadinanza, in cui i bambini diventano progettisti, insieme ai tecnici, dei propri cortili scolastici. Anche grazie a queste azioni la città di Torino per la terza volta è stata premiata da Lega Ambiente come la città italiana più sostenibile per i bambini. Gli obiettivi della formazione e della responsabilità educativa per il benessere soprattutto verso i più giovani sono costantemente perseguiti dall’amministrazione e sono prioritari in tutti gli interventi dei Centri per la Cultura ludica. L’enorme patrimonio esperienzale di Torino è confluito nella rete di GioNa.
RIFINANZIARE LA LEGGE 285/97
La Legge 285/97 per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza ha dato alle amministrazioni locali la possibilità di finanziare molteplici attività soprattutto in ambito ludico, rappresentando per tantissimi operatori del settore uno spartiacque e un’esperienza unica di formazione e crescita sia della cultura del gioco sia degli animatori sociali. Grazie alla Legge 285 sono stati realizzati servizi ricreativi ed educativi per il tempo libero, anche nei periodi di sospensione delle attività didattiche; sono state attuate azioni positive per la promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, per l'esercizio dei diritti civili fondamentali, per il miglioramento della fruizione dell'ambiente urbano e naturale da parte dei minori, per lo sviluppo del benessere e della qualità della vita dei minori, per la valorizzazione, nel rispetto di ogni diversità, delle caratteristiche di genere, culturali ed etniche ( artt. 3 e 4), sono nati reti di servizi con caratteristiche educative e ludiche per l'assistenza a bambini da diciotto mesi a tre anni (art.5) e servizi volti a promuovere e a valorizzare la partecipazione dei minori a livello propositivo, decisionale e gestionale in esperienze aggregative, nonché occasioni di riflessione su temi rilevanti per la convivenza civile e lo sviluppo delle capacità di socializzazione e di inserimento nella scuola, nella vita aggregativa e familiare. (artt. 6 e 7).
Con la Legge 328/00 che ha fatto confluire in un’unica Legge quadro le varie Leggi di settore esistenti precedentemente si è data poca continuità ai progetti messi in moto dalla Legge 285 soprattutto per la preminenza degli aspetti sanitari e riabilitativi a discapito di quelli sociali.
Nel finanziare quelli che si ritengono siano i bisogni e i livelli essenziali, a pagare le conseguenze della crisi del welfare sono stati e sono quei servizi che sono considerati non prioritari, aggiuntivi, quali appunto le attività ricreative, come mette in evidenza in particolare l’Assessore Antonio Bengiovanni (del Comune di Pavia che tra le varie idee in cantiere pone anche la costruzione di un Centro studi per il benessere del bambino oltre che un museo dei giochi da tavolo).
A fronte di questa regressione, che pesa tanto sui ragazzi quanto su alcune migliaia di animatori e operatori che vedono sprecata la professionalità accumulata in tanti anni di esperienze e resa estremamente precaria la loro condizione lavorativa l’Assessore Renzo Savelli della Provincia di Pesaro – Urbino lancia la proposta di elaborare un documento unitario per il rifinanziamento della Legge 285; tale proposta viene accolta molto favorevolmente all’unanimità e lo stesso Savelli procede a stilare e a leggere un documento che viene approvato, da discutersi in un convegno pubblico, da inviare a tutti i comuni italiani e da sottoporre all’attenzione degli organi governativi competenti (Ministero delle Politiche Sociali e delle Politiche Giovanili).
Si valuta anche l’opportunità di far sottoscrivere il documento attraverso il sito www.ludens.it a quanti desiderino appoggiare l’iniziativa dell’Associazione Nazionale delle Città in Gioco.
L’incontro si chiude con l’impegno di ampliare ulteriormente il novero delle città italiane che festeggeranno la giornata mondiale del gioco (24 maggio 2008), con l’intento di affermare il diritto al gioco “quotidiano” dei bambini e dei ragazzi e l’invito a sfruttare al meglio il sito www.ludens.it per socializzare le conoscenze.
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