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Ludoteca altrove: in ospedale
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Giocare in un ospedale può essere un aiuto e un modo di vivere diversamente una situazione difficile...
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INTRODUZIONE: CHE COS’È UNA LUDOTECA
Il progetto di costruire una ludoteca in un luogo “diverso” come un carcere o un ospedale nasce dall’idea che il gioco è un elemento costitutivo dell’uomo che può essere utilizzato come strumento pedagogico di comunicazione, mediazione e socializzazione.
Una ludoteca è in questo senso:
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uno spazio collettivo ricco organizzato intorno all’attività ludica;
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un luogo di socializzazione, arricchimento, creatività e apprendimento;
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un luogo in cui creare dei rapporti di collaborazione piuttosto che di competizione;
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un luogo di responsabilizzazione e di educazione al rispetto: dello spazio, delle persone presenti, dei beni e delle regole d’uso, di vita e di gioco;
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un luogo di vita aperto a tutti, che favorisce il gioco libero, disinteressato, spontaneo e gratuito.
In conclusione la ludoteca è una struttura non rigida che si adatta facilmente al contesto locale. Aprire una ludoteca in un posto inconsueto quale un istituto penitenziario o ospedaliero implica la necessità di ripensarla nei suoi tempi e nei suoi spazi in funzione di istituzioni anche rigide e strutturate, nonché in funzione della specifica utenza e dei propri operatori.
Progetto di ludoteca in ospedale
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1. PRESENTAZIONE: VALORE E UTILITÀ DEL GIOCO ALL’INTERNO DELL’OSPEDALE
Giocare in un ospedale può essere un aiuto e un modo di vivere diversamente una situazione difficile. In questo contesto il gioco può:
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essere una valvola di sfogo;
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essere un modo per socializzare, creando delle relazioni umane in un contesto informale;
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evitare di lasciare le persone isolarsi e impigrirsi chiudendosi progressivamente;
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aiutare a ritrovare in se stessi la volontà di combattere e la voglia di superare le avversità.
2. PER QUALE PUBBLICO
L’ospedale è una struttura rigidamente organizzata e un luogo in cui a volte è necessario vivere. Il periodo che si passa in ospedale è un momento obbligato di transizione, in cui le persone hanno molto tempo a disposizione oltre a quello passato a farsi curare. Questo progetto è dunque destinato alle persone ospedalizzate nel tentativo di migliorare la loro qualità di vita e riempire in maniera costruttiva le loro giornate. Offrire la possibilità di giocare in un ospedale può far dimenticare di trovarsi lontano da casa, può ricreare lo spirito e dar modo di affrontare il cammino della guarigione con maggior ottimismo. Per queste ragioni crediamo che realizzare una ludoteca in questo contesto potrà essere un modo di arricchire la vita dei suoi utilizzatori.
In Italia sono attive diverse esperienze di gioco in ospedale, centrate sull’intervento (anzitutto di animazione) rivolto ai bambini in situazioni di cura o ricovero. In questa scheda ci dedicheremo invece alla presentazione di una possibile ludoteca per tutti, dedicata cioè a persone di qualsiasi età, destinate a una degenza medio-lunga.
È evidente che una ludoteca per giovani domanderà un impegno più costante, al fine di creare un gruppo di frequentatori regolari: con loro sarà possibile non solo giocare, ma anche dedicarsi ad altre attività creative (creazione di un giornalino, disegno, ...).
Con gli adulti, si tratta invece di creare un ritrovo occasionale per alcuni, un punto di riferimento per altri, un luogo di rifornimento (di giochi) per altri ancora. L’importante sarà allora entrare a far parte della vita di un ospedale allo stesso modo di altri punti di ritrovo (la cappella, il bar, la sala tv...).
3. GLI SPAZI
Una ludoteca in un ospedale si può presentare come un posto dove andare a cercare un gioco e/o un luogo in cui giocare: è necessario allora avere a disposizione una libreria con degli scaffali su cui riporre i giochi in modo che siano accessibili al pubblico e alcuni tavoli e sedie intorno a cui sedersi per giocare. È importante che la stanza sia facilmente raggiungibile dal maggior numero di persone (degenti e/o visitatori).
4. I TEMPI
Una ludoteca in un ospedale può programmare due tipi di apertura: una per il prestito e una della sala. In teoria, si può lasciare aperta la ludoteca ogni giorno a orari stabiliti per chi ne voglia fare uso. Il rischio è di ritrovarsi a breve termine a corto di giochi. Sarebbe dunque opportuno avere un responsabile che si occupi del prestito dei giochi e dell’apertura della sala. I pazienti devono avere così avere l’opportunità di poter prendere a prestito dei giochi per portarli con sé in camera dietro una semplice iscrizione. In questo modo la ludoteca non sarà solo un deposito di giochi.
5. I GIOCHI
La ludoteca dovrà privilegiare quei giochi che le persone possano giocare rapidamente sul posto o prendere in prestito per giocarci nella loro camera, con una particolare attenzione all’offerta di giochi rivolti anche a persone con disabilità permanenti o temporanee.
Rispetto al contesto, per un pubblico più giovane si possono seguire due strade: quella più facile è affidarsi a giochi classici (memory, monopoly, gioco dell’oca) o legati a un tema o film alla moda (Harry Potter, Star Wars). In questo caso, la scelta può essere fatta dai bambini stessi, seguendo una lista di desiderata. Oppure si può intraprendere una via più rischiosa, ma più ricca di soddisfazioni, andando a scegliere giochi originali e di qualità che stimolino la voglia di mettersi in gioco. In questo caso toccherà al conduttore scegliere il gioco più adatto, privilegiando ad esempio:
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i giochi di società che invitano a sdrammatizzare accentuando l’aspetto comico (ad esempio i giochi basati sul mimo)
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i giochi basati su una forte interazione tra i giocatori, che permettono di comunicare tra i giocatori (ad esempio quelli basati sulle aste)
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i giochi cooperativi, in cui i giocatori si aiutano a vicenda
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i giochi basati sui quiz e in generale i party games (laddove si raggiunga il numero minimo di giocatori)
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i giochi di strategia, quando l’aspetto belligerante non sia troppo forte
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i giochi di abilità, quando l’abilità richiesta non impedisca ad alcuni giocatori di poter giocare o li metta in una posizione svantaggiata (quando si ha per esempio un braccio ingessato) – a meno che i giocatori non lo vogliano deliberatamente per mettersi alla prova e cercare di superarsi
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i giochi per due giocatori, per facilitare anche occasioni di conoscenza e di frequentazione all’interno della stessa camera o con i propri visitatori
Per un pubblico più adulto due categorie di giochi devono essere privilegiati:
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i giochi di carte (tradizionali e non)
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i giochi a due
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i giochi di società che non richiedano una lunga preparazione o una disposizione dei pezzi proibitiva per una situazione di gioco veloce
A ogni modo, la regola d’oro da seguire è quella della durata: una partita non dovrebbe superare l’ora, per non affaticare troppo i giocatori e per entrare più facilmente in relazione con la rigidità dei tempi strutturati in ospedale. I giochi di carte rientrano perlopiù in questa regola e non richiedono spazi di gioco particolari (quindi si prestano anche al gioco in camera).
Non bisogna infine dimenticare di comprare giochi adatti a un pubblico con deficienze visive - esistono carte da gioco con caratteri molto grandi – e, viceversa, evitare di comprare giochi con parti del gioco scritte con caratteri minuscoli o con pedine troppo piccole e difficilmente manipolabili.
6. LO SCHEDARIO DEI GIOCHI
Una ludoteca (come ogni struttura che si voglia dedicata al prestito) dovrebbe possedere sempre uno schedario di giochi che svolga diverse funzioni:
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catalogo (informatico e/o su carta), per sapere quali sono i giochi a disposizione;
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fonte d’informazione, per farsi un’idea abbastanza precisa sui diversi tipi di gioco e sul loro pubblico
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reference rapida per verificare pezzi mancanti o per rintracciare i dati di un gioco.
Perciò è importante che i giochi siano classificati secondo un sistema che serva a reperirli, e che sia abbastanza trasparente e comprensibile da fornire agli utenti un insieme coerente di giochi scelti con oculatezza e ordinati secondo categorie pratiche.
Se i giochi sono a disposizione di chiunque, allora è necessario che un catalogo non sia solo uno strumento per il ludotecario, ma un mezzo informativo accessibile a chiunque si avvicini ai giochi. Sarebbe opportuno creare uno schedario con una foto di ogni gioco realizzata durante una partita, la descrizione sommaria dei giochi e del materiale contenuto in ogni scatola, l’età minima e il numero dei giocatori necessari per giocare, la durata di una partita. Ogni gioco dovrebbe avere un numero di inventario e appartenere a una o più categorie di riferimento: giochi astratti, per due giocatori, di strategia, abilità, memoria...
Infine, ogni gioco andrà identificato con un numero o una sigla reperibile su scheda e scatola per consentire una rapida gestione del prestito e della restituzione dei giochi. La scheda dovrebbe riportare sempre l’elenco completo dei materiali forniti con il gioco e la segnalazione di eventuali sostituzioni di pezzi originali.
7. PROPORRE I GIOCHI
L’utente è libero di frequentare la ludoteca, ed è tenuto a iscriversi quando per la prima volta prende un gioco (per portarlo in camera o per giocarlo in ludoteca). Lungi dall’essere un fatto fiscale, l’iscrizione serve a far prendere coscienza del peso della propria partecipazione e a materializzare il proprio impegno. L’utente diventa così responsabile del gioco che utilizza, e deve riportarlo nel medesimo stato in cui lo ha trovato (verificando sulla scheda che non vi siano pezzi mancanti, sostituiti o danneggiati).
Il ludotecario potrà orientare la scelta, offrendo la propria competenza all’utente presentando i giochi, fornendo risposte o facendo partite dimostrative. Scegliere o consigliare il giusto gioco è importante per far divertire tutti, permettendo loro di dare il meglio di sé. Conoscere i giochi permetterà di privilegiare alcuni giochi piuttosto che altri, secondo le capacità dei giocatori: un gioco basato sulla somma dei punti può rivelarsi eccellente per alcuni, ma stancante per una persona che ha difficoltà mnemoniche.
Un catalogo ben fatto permette all’utente di far scelte in autonomia, affidandosi alle informazioni contenute nelle schede.
8. INSUCCESSO?
Il rischio maggiore che si corre dopo aver preparato con cura la ludoteca, è quella di ritrovarsi i locali vuoti.
È evidente che in un contesto come quello ospedaliero, non tutti desiderano giocare e appendere dei poster o distribuire dei volantini potrebbe rivelarsi del tutto inutile. È allora necessario usare dei canali comunicativi più diretti, andando a cercare le persone, convincendole a venire, al limite passando per le stanze con un apposito “carrello”. Avvalersi della rete di relazioni degli infermieri, spesso più a contatto con i pazienti dei medici, può essere un modo per trovare dei potenziali giocatori, soprattutto dove si vogliano vincere resistenze legate a un diffuso modo di vivere la solitudine del ricovero come isolamento e silenzio.
9. RAPPORTO CON IL GRUPPO E CON GLI ALTRI PROFESSIONISTI
Specialmente con dei giovani pazienti, può risultare più facile costituire un gruppo con cui approfondire il dialogo, instaurando un sincero rapporto di fiducia e di stima. Giocare insieme può essere un momento per superare l’isolamento, l’aggressività o altri problemi legati a un periodo di lunga ospitalizzazione.
Sarebbe utile formare ai giochi gli animatori sociali, gli insegnanti e gli psicologi che lavorano con i ragazzi che vivono in ospedale: la collaborazione con i medici e con il personale può aiutare a capire i pazienti più giovani aiutandoli a vivere meglio e ad accettare la loro sofferenza.
1. FINANZIAMENTO E COLLABORAZIONI
Creare una ludoteca richiede un coinvolgimento serio, forte e consapevole dei responsabili dell’istituto ospedaliero, che sapranno di realizzare così un’azione educativa e ricreativa.
Se la scelta e l’acquisto dei giochi (anche da un punto di vista economico) non dovrebbe coinvolgere la direzione dell’istituto, questa dovrà collaborare, anche economicamente dove possibile, provvedendo all’allestimento e alla manutenzione di una sala.
Un buon bilancio dovrà poi tener conto, oltre delle spese per l’acquisto dei nuovi giochi o la sostituzione di quelli danneggiati o inutilizzabili, di alcune spese di cartoleria per le fotocopie delle regole, materiale per rinforzare le scatole, schede per la creazione del catalogo, pezzi di ricambio… altra voce di spesa sarà quella relativa alle risorse umane (vedi sotto).
Potrà essere utile in tal senso stabilire delle relazioni con case editrici di giochi o con le ludoteche: le prime possono essere interessate a regalare dei giochi per accrescere la loro notorietà o per testare dei nuovi giochi, mentre potrebbe essere utile avvalersi della competenza e dei giochi delle seconde.
2. RISORSE UMANE
Una ludoteca ha come punto di riferimento un responsabile: si tratta di un professionista del gioco, capace di stabilire delle relazioni pubbliche e di concepire dei progetti, di creare una rete di comunicazione che ancorerà la ludoteca al suo contesto. Il ludotecario consiglia, orienta le scelte dei giocatori e organizza le attività di gruppo. Il suo ruolo è di ascoltare, organizzare il giro delle relazioni canalizzandole attraverso il gioco e gestendole nel tempo.
Il progetto di ludoteca in ospedale richiede la presenza di un ludotecario nella fase preparatoria di costituzione della ludoteca, scelta e catalogazione dei giochi, allestimento degli spazi. Una volta allestiti gli spazi, comprati i giochi e completata la loro catalogazione, la sua presenza potrà essere utile per formare il personale dell’ospedale (volontari compresi) alla gestione, alla promozione e alla conoscenza dei giochi disponibili.
Giovanni Galanti
ConUnGioco
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